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Insetticida contro i pappataci e moscherini degli scarichi: PERMACOL 1 Litro

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L’insetticida contro pappataci e moscherini PERMACOL in flacone da 1 litro è un concentrato in microemulsione acquosa con permetrina al 16,13%, tetrametrina e piperonil butossido. Agisce per contatto e ingestione con triplice effetto — snidante, abbattente e residuale — e i flebotomi, cioè i pappataci, sono tra i bersagli dichiarati in etichetta. L’assenza di solventi lo rende inodore e non infiammabile, impiegabile in interni ed esterni. Un litro rende fino a 125 litri di soluzione.

🎁 OMAGGIO: in regalo la guida “Pappataci e moscherini: dove si posano e dove trattare” dei nostri tecnici. Richiedila scrivendo “Desidero la guida” nelle note dell’ordine.

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Pappataci e moscherini hanno due cose in comune: volano male e si posano molto. Non attraversano gli ambienti come una mosca — si spostano a brevi tratti, a scatti, e passano la maggior parte del tempo fermi su una superficie verticale. È questa caratteristica a determinare il tipo di trattamento che funziona, e a spiegare perché un abbattente puro dia risultati solo per qualche ora.

Dal problema alla soluzione: PERMACOL è un concentrato in microemulsione acquosa con tre componenti. La permetrina al 16,13% è un piretroide fotostabile ad azione letale, ed è la componente che dà l’elevata persistenza: resta attiva sulle superfici trattate e colpisce gli insetti che vi si posano nei giorni successivi. La tetrametrina ha spiccata azione abbattente e snidante. Il piperonil butossido sinergizza entrambe e le protegge dalla degradazione enzimatica. L’assenza di solventi rende il prodotto inodore e non infiammabile.

I pappataci sono i flebotomi, e sono in etichetta

Non serve un’estensione per analogia: i flebotomi figurano esplicitamente tra i bersagli dichiarati, insieme a mosche, zanzare, vespe, blatte e zecche. Pappataci e flebotomi sono lo stesso insetto.

Sono ditteri di due o tre millimetri, di colore chiaro e ricoperti di peluria, con volo silenzioso e a scatti. Restano inattivi di giorno, nascosti in fessure murarie, crepe, cantine, ricoveri per animali, cucce, pollai e depositi, e diventano attivi al crepuscolo. Le femmine sono ematofaghe e pungono soprattutto nelle ore serali e notturne.

La loro riproduzione avviene nel terreno e nel materiale organico umido — detriti in fessure, terriccio ombreggiato, accumuli vegetali, aree attorno ai ricoveri animali — e non nell’acqua stagnante come per le zanzare. È una differenza che cambia dove cercare e dove trattare.

I moscherini: dove compaiono e dove si interviene

Li vedi comparire nei bagni e nei locali di servizio, fermi sulle piastrelle, sui muri vicino alla doccia, sul soffitto della lavanderia o del vano caldaia, spesso immobili per ore. Sono piccoli ditteri dal corpo tozzo e peloso, ad ali larghe, che condividono con i pappataci la famiglia dei Psychodidae e lo stesso modo di stare: volo debole, spostamenti brevi, lunghe soste sulle superfici verticali. È questo comportamento a rendere efficace un trattamento residuale sulle superfici di posa.

La loro presenza indica un accumulo di materiale organico umido da qualche parte nel locale o nell’impianto, ed è lì che si sviluppano le larve. Ma il punto operativo è un altro: gli adulti che vedi non stanno dove sono nati. Escono e si distribuiscono nell’ambiente circostante, posandosi sulle superfici attorno.

Sono queste superfici il bersaglio del trattamento: pareti e piastrelle attorno a lavabi, docce e piatti doccia, muri dei bagni di servizio, pareti dei vani caldaia, delle lavanderie e dei locali tecnici, zone attorno ai pozzetti nei locali di sgombero. In cucina il prodotto non va impiegato: piani di lavoro, lavello e mobili che contengono alimenti sono esclusi dall’uso.

Perché la persistenza conta più della potenza

Un insetto che si posa a lungo su una superficie trattata assorbe il principio attivo per contatto prolungato. È lo scenario in cui un residuale rende al massimo, e per questi due bersagli è il modo naturale in cui vivono.

Un abbattente senza persistenza colpisce solo quelli che ci sono in quel momento. Ma pappataci e moscherini emergono a ondate, e già il giorno dopo trovi nuovi individui sulle stesse pareti. La permetrina fotostabile mantiene attive quelle superfici, e ogni insetto che vi si posa nei giorni successivi riceve la dose senza che tu debba essere lì.

Diluizione e resa

  • Insetti volanti, interni: 0,8-1,2%, cioè 80-120 ml in 10 litri d’acqua. La soluzione si nebulizza nell’ambiente in ragione di 1 litro ogni 500 m³.
  • Insetti striscianti, interni: 1,5-2%, cioè 150-200 ml in 10 litri. La soluzione si irrora sulle superfici frequentate dagli insetti, 1 litro ogni 20 m².
  • Trattamenti all’esterno: 0,4-0,8%, cioè 400-800 ml in 100 litri d’acqua, con atomizzatori a medio-basso volume, 100 litri ogni 10.000 m² di superficie.
  • Termonebbiogeno: 100 ml di prodotto in 900 ml di glicole propilenico o altro solvente idoneo, per un volume medio di 3.500 m³.

Alla dose minima per i volanti in interni un flacone da 1 litro rende 125 litri di soluzione; alla dose massima, 83 litri. All’esterno la resa sale ancora, perché la concentrazione prevista è più bassa.

Dove si usa

Ambienti interni ed esterni, pubblici, civili, rurali e industriali: ospedali, scuole, industrie alimentari, alberghi, ristoranti e depositi. È previsto anche il trattamento delle aree verdi, dei viali alberati, dei cespugli e delle siepi e dei tappeti erbosi, perché alle concentrazioni d’uso il prodotto non risulta fitotossico.

Sui pappataci gli ambienti da presidiare sono quelli in cui si rifugiano di giorno: base dei muri esterni, muretti perimetrali, crepe murarie, cantine e sottoscala, ricoveri per animali, cucce, pollai, depositi e locali di sgombero. Sui moscherini, le superfici verticali dei bagni, delle lavanderie e dei vani tecnici in cui li vedi posarsi.

Il consiglio di Igiene Globale:

  • Guarda dove si posano, non dove volano. Entrambi questi insetti passano ore fermi sulla stessa parete: è quella la superficie da trattare, non l’aria della stanza.
  • Sui pappataci tratta al crepuscolo o poco prima. È il momento in cui escono dai rifugi diurni, ed è quando il contatto con le superfici trattate è più probabile.
  • Con i moscherini il trattamento non basta da solo: la rimozione meccanica dell’accumulo organico che li alimenta è la parte che chiude il problema. Il prodotto elimina gli adulti, la pulizia toglie il substrato.
  • All’esterno lavora nelle ore fresche e non trattare se è prevista pioggia: il dilavamento porta via il deposito prima che si fissi, e la persistenza è proprio ciò per cui hai scelto questo prodotto.

🎁 IN REGALO CON IL TUO ORDINE: la guida “Pappataci e moscherini: dove si posano, dove si sviluppano e dove trattare”, scritta dai nostri tecnici disinfestatori. Dentro trovi la mappa dei rifugi diurni dei pappataci, come individuare l’accumulo che alimenta i moscherini e quali superfici trattare per prime. Richiedila scrivendo “Desidero la guida” nelle note dell’ordine.

Avvertenze: non utilizzare il prodotto in forma concentrata, va sempre diluito nelle dosi indicate. Indossare guanti, occhiali protettivi e mascherina durante la preparazione e l’applicazione. Non applicare il prodotto sulle sostanze alimentari, sui mangimi e sulle superfici dove gli alimenti vengono preparati, consumati o conservati. Allontanare persone e animali dalle aree trattate fino a completa asciugatura delle superfici e areare i locali prima di rioccuparli. Per un uso sicuro del prodotto è obbligatorio consultare la scheda tecnica, disponibile tra gli allegati di questa pagina.

Domande frequenti

Funziona davvero sui pappataci?

Sì, i flebotomi — il nome tecnico dei pappataci — sono tra i bersagli dichiarati in etichetta. La formulazione unisce l’azione abbattente della tetrametrina all’elevata persistenza della permetrina fotostabile, che è ciò che serve su un insetto che si posa a lungo sulle superfici.

Devo versarlo negli scarichi contro i moscherini?

No. Il trattamento riguarda le superfici su cui gli adulti si posano — pareti, piastrelle, muri dei locali tecnici — e non l’interno degli impianti. La parte che chiude il problema è la rimozione meccanica dell’accumulo organico umido in cui si sviluppano le larve.

Quanto rende un flacone da 1 litro?

Contro gli insetti volanti negli interni si diluisce allo 0,8-1,2%, quindi un litro produce da 83 a 125 litri di soluzione pronta. All’esterno la concentrazione prevista è più bassa, 0,4-0,8%, e la resa aumenta di conseguenza.

Peso1 kg

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