Trovare una scolopendra in casa è sgradevole per due motivi: è veloce, e punge. Compare di notte sul pavimento del bagno, sul muro della cantina, vicino alla soglia — poi sparisce in una fessura prima che tu possa fare qualcosa. Colpirla quando la vedi non risolve niente, perché il problema non è quell'esemplare: è che trova un varco per entrare e qualcosa da mangiare una volta dentro. Questo kit lavora su entrambi i fronti.
Dal problema alla soluzione: il kit contiene 1 litro di Ciperwall T2, 500 g di Neodust e 25 trappole collanti, tre strumenti che fanno lavori diversi e complementari. Il Ciperwall T2 è un concentrato in microemulsione acquosa a base di cipermetrina, tetrametrina e piperonilbutossido, con triplice azione abbattente, snidante e residuale: diluito e irrorato su pareti, fessure, pavimenti, stipiti di porte e finestre e battiscopa — gli ambienti che il produttore indica espressamente — lascia una barriera la cui azione persiste 4-6 settimane. Il Neodust in microgranuli chiude quello che il liquido non raggiunge: si sparge a secco dentro crepe e fessure, dove l'acqua evapora o non entra, e mantiene un effetto residuo di 3 settimane. Le trappole collanti, aromatizzate alla nocciola e con esca alimentare, fanno la parte che nessuno considera: catturano gli insetti striscianti che circolano in casa — cioè le prede della scolopendra — e nel frattempo ti mostrano da quale zona arriva il problema.
Perché le scolopendre non sono in etichetta, e perché il kit funziona
È la prima cosa che noterai leggendo le etichette, quindi te la diciamo subito.
Le scolopendre non sono insetti: sono chilopodi, la classe dei centopiedi, un ramo dei miriapodi con un paio di zampe per segmento e il corpo appiattito. Gli insetti hanno sei zampe e tre segmenti corporei: sono un'altra classe. Le etichette dei prodotti registrati elencano le specie su cui il produttore ha condotto le prove ufficiali di registrazione, e quelle prove si fanno sui bersagli commerciali di massa — blatte, zanzare, mosche, formiche, zecche. Nessun produttore investe in una registrazione dedicata a un miriapode, che è un infestante di nicchia: ecco perché la parola "scolopendra" non la trovi su nessun flacone in commercio.
Questo però non dice nulla sull'efficacia. Scolopendre e insetti sono entrambi artropodi e condividono la stessa architettura del sistema nervoso: cipermetrina, tetrametrina e permetrina agiscono sui canali del sodio, un bersaglio comune a tutto il gruppo. E c'è un fattore che rende la scolopendra particolarmente esposta a un trattamento residuale: si muove strisciando lungo i bordi, con decine di zampe a contatto continuo con la superficie, e si infila nelle fessure trattate a ogni spostamento. Raccoglie il principio attivo a ogni passo, non solo se ci si posa sopra un momento.
Il punto che quasi nessuno considera: la scolopendra è un predatore
A differenza di scarafaggi e formiche, la scolopendra non viene in casa per il cibo umano: non tocca briciole, dispensa o spazzatura. È un predatore attivo che caccia altri artropodi — pesciolini d'argento, ragni, larve, piccoli insetti striscianti, porcellini di terra.
Ne discende una conseguenza pratica decisiva: se hai le scolopendre, hai anche le loro prede. Una casa con scolopendre ricorrenti è una casa in cui circolano altri artropodi, spesso invisibili perché piccoli o notturni. Ecco perché in questo kit le trappole collanti non sono un accessorio di monitoraggio: catturando gli insetti striscianti tolgono alla scolopendra la ragione per restare. E il trattamento con liquido e polvere, agendo su tutti gli striscianti, riduce nello stesso momento sia il predatore sia la sua dispensa.
Dove intervenire
- Soglie, stipiti di porte e finestre, serramenti a filo pavimento: la via d'ingresso principale.
- Battiscopa, fughe dei pavimenti e crepe dei muri, dove si rifugiano di giorno.
- Bagni, lavanderie, sottoscala, cantine e garage: gli ambienti umidi che preferiscono.
- Griglie di areazione, bocche di lupo, passaggi delle tubature, i varchi che collegano l'esterno.
- Perimetro esterno dell'edificio, zoccolatura e fascia a contatto col terreno.
Come si usa il kit
- Diluisci il Ciperwall T2: per gli insetti striscianti, in interni ed esterni, 200-300 ml in 10 litri d'acqua (2-3%). Agita bene.
- Irrora il perimetro esterno per primo — è lì che si ferma il flusso — poi soglie, battiscopa, stipiti e fessure interne, in ragione di 1 litro di soluzione ogni 10-20 m².
- Applica il Neodust nei varchi: spargi i microgranuli a secco su crepe, fessure e strisce perimetrali, direttamente dalla confezione o con il diffusore, in modo uniforme.
- Posiziona le 25 trappole sul pavimento vicino alle pareti e nelle zone buie: bagni, sottoscala, cantine, dietro i mobili bassi e vicino agli ingressi. La quantità ti permette di coprire tutti gli ambienti a rischio contemporaneamente, invece di spostare poche trappole da una stanza all'altra.
- Lascia asciugare senza risciacquare i punti trattati con il liquido: il deposito residuo è ciò che continua a lavorare.
- Controlla le trappole ogni settimana e sposta quelle che non catturano nulla.
Con 1 litro di concentrato alla diluizione per striscianti prepari oltre 30 litri di soluzione, sufficienti a trattare più volte il perimetro di una casa; i 500 g di Neodust coprono circa 50 m² di strisce perimetrali e fessure alla dose di 10 g/m².
Il consiglio di Igiene Globale: con le scolopendre conta capire perché sono entrate, non solo trattare. Tre cose fanno la differenza. Primo, segui le prede: se le trappole si riempiono di pesciolini d'argento o altri striscianti, hai trovato il vero motivo della loro presenza — riducendo quelli, le scolopendre se ne vanno da sole perché non hanno più di che vivere. Secondo, l'umidità è la condizione che le trattiene: sono animali che disidratano facilmente e cercano ambienti umidi — controlla perdite, ristagni, ventilazione di bagni e cantine, perché una casa asciutta è una casa che non le ospita. Terzo, sigilla dopo aver trattato: silicone e guarnizioni su soglie, passaggi di tubature e griglie trasformano un trattamento stagionale in una soluzione stabile, perché la scolopendra entra da varchi di pochi millimetri.
La guida gratuita sulle scolopendre in casa
Con il tuo ordine puoi ricevere la nostra guida "Scolopendre in casa: da dove entrano e come fermarle", redatta dai tecnici disinfestatori di Igiene Globale: perché la scolopendra è un sintomo, e capire di cosa è il sintomo è metà del lavoro. Nella guida trovi:
- Come riconoscere le scolopendre e distinguerle dai millepiedi
- Da quali varchi entrano davvero, in ordine di probabilità
- Quali prede le attirano in casa e come individuarle con le trappole
- Perché l'umidità le trattiene e come ridurla negli ambienti a rischio
- Cosa sigillare per non ritrovarsele ogni stagione
È gratuita per i nostri clienti: al momento dell'ordine, scrivi "Desidero la guida" nel campo note del carrello, e i nostri tecnici te la invieranno.
Domande frequenti
Sulle etichette non vedo scritto "scolopendra": è normale?
Sì, e vale per qualunque insetticida in commercio. Le etichette registrano le specie testate ufficialmente — insetti e acari — e le scolopendre sono chilopodi, un'altra classe di artropodi per cui nessuno conduce prove dedicate. Condividono però con gli insetti il bersaglio nervoso su cui agiscono cipermetrina, tetrametrina e permetrina, e strisciano lungo bordi e fessure raccogliendo il deposito attivo a ogni passaggio: è il motivo per cui i disinfestatori le trattano con questi formulati.
Perché nel kit ci sono sia il liquido sia la polvere?
Perché coprono superfici diverse. Il liquido si stende su battiscopa, soglie, pavimenti e perimetri creando una barriera continua che persiste 4-6 settimane. I microgranuli restano dentro crepe, fessure e intercapedini, dove il liquido evapora o non arriva, con un effetto residuo di 3 settimane. Usare solo uno dei due lascia sempre un passaggio scoperto.
Quanto dura il kit?
Il litro di Ciperwall T2 rende oltre 30 litri di soluzione diluita, quindi copre l'intera stagione e le ripetizioni; i 500 g di Neodust bastano per circa 50 m² di trattamento perimetrale, da riapplicare mensilmente sui punti critici; le 25 trappole permettono di monitorare tutti gli ambienti a rischio e di sostituire quelle sature senza restare scoperto.