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Le blatte e gli scarafaggi non nascono dentro casa: arrivano da fuori, e ogni abitazione ha tre o quattro punti precisi da cui entrano regolarmente. I pozzetti e i tombini sono la via più frequente, perché gli scarafaggi neri risalgono dagli scarichi nelle ore notturne. Le cantine sono il rifugio ideale: umide, fresche, in penombra, raramente ispezionate. I porticati e i passaggi esterni coperti diventano corridoi di transito tra il giardino e l'ingresso. Trattare la cucina senza aver prima chiuso questi punti significa colpire i sintomi mentre la fonte continua a rifornirli.

Dal problema alla soluzione: GERACYP 10 è un concentrato emulsionabile in microemulsione a base di cipermetrina al 10% e geraniolo allo 0,2%. La combinazione dei due principi attivi conferisce un forte potere abbattente sugli insetti che entrano in contatto con le superfici trattate e una residualità che le mantiene attive per diverse settimane. Una blatta che attraversa un bordo trattato giorni prima riceve comunque il principio attivo: è questo che trasforma un intervento puntuale in una barriera continuativa, che ferma gli insetti prima che arrivino in casa.

Pozzetti e tombini di casa: dove va il prodotto e dove non deve andare

I pozzetti di ispezione e i tombini collegati alla rete di scarico sono la via d'ingresso più frequente delle infestazioni domestiche da blatta orientale, lo scarafaggio nero. Le blatte risalgono i tubi durante la notte, attratte dall'umidità e dal calore degli ambienti interni.

Il trattamento va eseguito sulle parti esterne e, al limite, sulle pareti interne asciutte: bordo, coperchio, superficie circostante, fessure delle tubature in uscita e primo tratto di parete sopra il livello dell'acqua. Mai sul fondo e mai nell'acqua del pozzetto: il prodotto versato lì viene portato via senza lasciare alcuna barriera, e va evitata la contaminazione delle acque di scarico.

Sulle superfici asciutte, invece, il residuo resta e lavora: le blatte che risalgono devono attraversare quel bordo per uscire, e lo attraversano ogni notte.

Il trattamento si ripete ogni 3-4 settimane nella stagione calda, quando l'attività è massima, con interventi di mantenimento più diradati nel resto dell'anno.

Cantine: il passaggio che quasi tutti saltano

Una cantina infestata è una colonia che continua a riprodursi anche quando in cucina sembra che il problema sia risolto. Le blatte ci trovano tutto quello che cercano: umidità, temperatura stabile, oscurità, scarsa frequentazione e materiale organico come cartone, legno e polvere.

  • Battiscopa e angoli: applicare lungo tutto il perimetro, insistendo sui bordi. Le blatte seguono le pareti e non attraversano il centro delle stanze. I muri grezzi sono superfici porose: qui serve la diluizione al 2%.
  • Attorno alle tubazioni: ovunque entrino tubi di acqua, scarico, gas o riscaldamento, trattare 30-50 cm di superficie circostante.
  • Dietro arredi fissi e scaffalature: i punti più nascosti sono i più frequentati. Spostare quando possibile e trattare anche dietro.
  • Box e garage collegati: estendere il trattamento al battiscopa di queste aree, che comunicano con la cantina.

Porticati e passaggi esterni coperti

I porticati sono la zona più sottovalutata: coperti, riparati dalla pioggia, in ombra, diventano corridoi di transito tra il giardino e l'ingresso. Una blatta che li attraversa di sera trova rifugio sotto le fioriere, dietro i mobili da esterno, negli angoli dove si accumulano polvere e foglie, e da lì entra attraverso le fessure di porte e battiscopa.

  • Perimetro: trattare i muri esterni in corrispondenza di porte, finestre e prese d'aria. Su intonaco e pietra grezza usare la diluizione al 2%.
  • Sotto fioriere e arredi: sollevare quando possibile e applicare su pavimento e battiscopa.
  • Angoli e fughe tra le mattonelle: rifugio diurno di blatte e ragni, si trattano con getto stretto a bassa pressione direttamente nella fessura.

Dosaggio e resa

  • Dosaggio standard: 1%, cioè 10 ml di prodotto per litro d'acqua. Contro gli scarafaggi 1 litro di soluzione copre circa 10 m².
  • Superfici porose come muri grezzi, intonaco, cemento e pietra: 2%, cioè 20 ml per litro. Il supporto assorbe parte del principio attivo, e la concentrazione doppia è ciò che mantiene l'efficacia.
  • Aree esterne e vegetazione, contro le zanzare: 1 litro di soluzione all'1% copre circa 15 m².

Si applica con pompe a precompressione manuali o elettriche, nebulizzatori e atomizzatori. Insistere sempre su crepe, fessure, interstizi e intelaiature di porte e finestre: sono i percorsi reali degli insetti, e sono i punti in cui la residualità rende di più.

Su quali insetti agisce

Il prodotto blocca il sistema nervoso degli insetti ed è indicato nella lotta sia contro gli insetti striscianti sia contro i volanti, con rese dichiarate per scarafaggi, mosche e zanzare.

Sugli striscianti il bersaglio domestico principale è la blatta orientale, quella scura che risale dagli scarichi e si muove a livello del pavimento; nelle cantine e nei locali caldi si incontra anche la blattella germanica, più piccola e chiara. Cambia dove le cerchi, non come le tratti.

Il consiglio di Igiene Globale:

  • Nei pozzetti e nei tombini tratta le parti esterne e al massimo le pareti asciutte, mai le acque. Il prodotto finito nell'acqua se ne va con il primo scarico: sulle superfici resta, e le blatte ci passano sopra a ogni risalita.
  • Usa il prodotto con una logica di barriera, non di reazione. Trattare pozzetti, cantine e porticati ogni 3-4 settimane nella stagione calda evita che gli scarafaggi arrivino in cucina, invece di doverli rincorrere quando ci sono già.
  • Non sbagliare la diluizione sulle superfici porose. Muri grezzi, intonaco e cemento assorbono il principio attivo: alla dose standard il trattamento sembra fatto ma non tiene, e serve il 2%.
  • Abbina al perimetro un'esca in gel nei punti interni dove le blatte sono già passate, sotto il lavello e dietro il frigorifero. La barriera ferma chi entra, il gel elimina chi è già dentro: è il modo in cui lavorano i disinfestatori, e in casa si replica con due prodotti.

🎁 IN REGALO CON IL TUO ORDINE: la guida "Barriera anti-scarafaggi: i punti di ingresso e il calendario dei trattamenti", scritta dai nostri tecnici disinfestatori. Dentro trovi come individuare i punti da cui entrano davvero, la sequenza corretta tra esterni e interni e ogni quanto ripetere per tenere chiusa la barriera per tutta la stagione. Richiedila scrivendo "Desidero la guida" nelle note dell'ordine.

Avvertenze: non utilizzare il prodotto in forma concentrata, va sempre diluito in acqua nelle dosi indicate. Indossare indumenti protettivi, guanti e protezione per gli occhi durante la preparazione e l'applicazione, evitando il contatto con occhi e pelle e l'inalazione di fumi e vapori. Non fumare, mangiare o bere durante il trattamento. Tenere lontano da alimenti, bevande e mangimi. Non impiegare su animali e in agricoltura. Evitare la contaminazione di suolo, sottosuolo, acque fognarie e di superficie. Persone e animali non protetti devono restare lontani dalle aree trattate fino a completa asciugatura delle superfici. Per un uso sicuro del prodotto è obbligatorio consultare la scheda tecnica, disponibile tra gli allegati di questa pagina.

Domande frequenti

Quanto rende un flacone da 1 litro?

Alla diluizione standard dell'1% un flacone produce 100 litri di soluzione pronta, con una resa di circa 10 m² per litro contro gli scarafaggi. In pratica basta per trattare ripetutamente i pozzetti, le cantine e i porticati di una casa singola per un'intera stagione. Sulle superfici porose, dove serve il 2%, la resa si dimezza.

Posso trattare i pozzetti e i tombini di casa mia?

Sì, sui pozzetti privati di pertinenza dell'abitazione. Il prodotto va applicato sulle parti esterne — bordo, coperchio, superficie circostante, fessure delle tubature — e al massimo sulle pareti interne asciutte, mai sul fondo né nell'acqua. Per i pozzetti pubblici e gli scarichi delle reti comunali servono autorizzazioni specifiche e operatori abilitati.

Quanto dura l'effetto sulle superfici trattate?

Il produttore dichiara che, una volta spruzzato, il prodotto rimane attivo per diverse settimane. La durata effettiva dipende dalla porosità del supporto, dall'esposizione alle intemperie e al dilavamento: sulle superfici riparate persiste più a lungo, su quelle esposte alla pioggia il trattamento va ripetuto con maggiore frequenza.

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